
Ho aggiunto un punto interrogativo a questo articolo apparso ieri su Repubblica perchè mi domando e mi chiedo (che poi è la stessa cosa) se ci siamo o se stiamo realmente impazzendo in questa nazione ormai sempre più alla deriva.
Le intenzioni di Sgarbi, a mio avviso, erano più che di buon gusto e di indubbia professionalità nel campo artistico, cose di cui il sindaco di Milano è sicuramente carente per entrambe. La sua scelta di esporre Wilhelm Von Gloeden, il barone tedesco che a inizio novecento amava fotografare giovanetti nudi acconciati in stile grecia antica. Immagini forse anche pesanti per la morale pubblica ma sicuramente con un invidiabile tocco artistico che Dolce e Gabbana a loro modo ripropongono oggi, più castamente, nelle loro pubblicità con palesi richiami al mondo dell’omosessualità.
Joel Peter Witkin con le sue lugubri e decadentiste proposte di ri-lettura di quadri celebri del passato e non solo.

E “last but not least” Jan Saudek, altro gigante della fotografia decadentista ma con sottili punte di ironia che mancano in Witkin. (continua…)
E’ stata trasferita da Milano il 27 ottobre 2007, presso la Palazzina Reale di Firenze, la mostra dal titolo “Arte e omosessualità. Da Von Gloeden a Pierre et Gilles“. Una mostra che ha suscitato molte polemiche alla sua presentazione milanese al punto che il sindaco Moratti sembra che abbia strappato addirittura il catalogo. Dopo l’umiliante censura questa mostra, che non ho ancora visto ma che spero di vedere, ha subito un ulteriore e forse peggiore sfregio: la miserevole puntata di “Porta a Porta”dedicatagli. La trasmissione ha avuto se vogliamo un solo merito, quello di mettere in mostra l’ignoranza in materia d’arte dei politici che governano il nostro bel paese, Sgarbi a parte che è educatamente stato zitto tutta la prima parte della trasmissione, la seconda sinceramente non lo sò perchè me ne sono andato a dormire. (continua…)
Di Sergio Leta vi ho già parlato (vedi tra le Guest star) e di Viola Box pure, il fatto sta che la suddetta gallerista (Viola per l’appunto!) inaugura la nuova stagione di mostre proprio con una personale del grande pittore nonchè grande amico Sergio Leta.
Vi prego di non farvi sviare dalla mia forte amicizia nei suoi confronti…..fortunatamente riesco a tenere separate la mia critica e la mia amicizia. Sergio lo giudicherei un grande pittore anche se mi stesse sui coglioni…lo dico sinceramente! Almeno per quello che rigurada la realtà di Genova lo considero al momento un maestro indiscusso.
Se proprio ci vogliamo arrampicare sugli specchi mi limiterò a dire che preferisco di gran lunga quando dipinge le donne che non quando ritrae soggetti maschili ma si tratta proprio del cercare il pelo nell’uovo e, forse nel mio caso visti i soggetti da me dipinti, una deformazione professionale.
Insomma vi consiglio caldamente di visitare questa mostra iniziata pochi giorni orsono….per i pittori che la visiteranno sarà una grande lezione sull’uso del colore su tavola e per i profani di tecnica pittorica, collezionisti e non, un’emozionante viaggio nel futuro della pittura italiana.
Sergio Leta”Portraits” dal 15/9/2007 al 29/9/2007 presso Viola Box ViaTrebisonda 56 cancelletto Genova.
Giovedi scorso ha inaugurato da Cristina Busi a Chiavari una colettiva di artisti. La
collettiva, “Proposte” annetteva come ogni buona collettiva molti artisti di spicco. Tra di essi mi ha colpito particolarmente un’autrice che, per mia sfortuna, non conoscevo: Masetti Lucarella. La collettiva comprendeva due sue opere molto belle…molto femminilmente sensuali. Chiesti ragguagli alla gentilissima signora Cristina Busi mi è stato dato un catalogo di opere dell’autrice veramente completo. Una folgorazione! La tecnica è spesso un eccellente grafite sui corpi con degli abiti e degli interni molto colorati…pittura ad olio se non sbaglio…. la sua pittura è qualcosa che si avvicina molto a quella che mi piacerebbe fare…anche se sono un uomo e faccio cose tutto sommato completamente differenti. Nient’altro da aggiungere….le immagini dei suoi quadri valgono più di mille parole…visitate il suo sito o contattatela….anche per Lei, come per gli altri autori che vi ho consigliato di guardare ne vale la pena, credetemi! www.masetti-lucarella.it
Devo dire, con mio sommo dispiacere, che Luca Cambiaso non ne esce vincente da questa mostra organizzata a Palazzo Ducale a Genova. Poche tele e nemmeno molto belle, poche spiegazioni e un inquadramento molto sintetico dell’epoca dei fatti spingono il visitatore ad affrettarsi verso l’uscita domandandosi per quale motivo ha dovuto spendere 10 euro. Forse vi sembrerò drastico nel mio giudizio ma mi ritengo un cultore di Cambiaso e mi sento in dovere di esprimermi in questi termini. Cambiaso è soprattutto noto per la modernità e la grandezza dei suoi disegni e all’appello ne mancavano veramente molti. E’ vergognoso che molti dei suoi disegni presenti a Genova a Palazzo Rosso siano rimasti ad ammuffire nei cassetti al posto di arricchire come avrebbero dovuto questa mostra…vi cito ad esempio “Betsabea”, “Il martirio di S. Lorenzo” o i famosissimi “Omini cubisti”
capolavoro assoluto del disegno presente sempre come esempio di modernità nel tratto sui libri di storia dell’arte. Mi spiace sembrare sempre disfattista ma purtroppo i fatti mi danno ragione…..molto meglio, in compenso, la mostra collegata dedicata alle tecniche del disegno che si trova a Palazzo Reale sempre a Genova dove una bellissima panoramica sulle tecniche e i materiali usati dagli artisti di allora viene fatta in modo semplice ma esauriente….i visitatori di pinatoteche e mostre di pittura dimentacano o ignorano che un buon disegno è quello che precede sempre un buon quadro (Caravaggio escluso). In questa sezione a Palazzo Reale abbiamo la possibilità di farci una buona idea di come questi bozzetti che servivano spesso anche come biglietti da visita dei pittori (in attesa che nascesse la fotografia) venivano prodotti.

Ecco una piacevole sorpresa che mi è stata riservata dalla mia città. La mostra alla Loggia della Mercanzia in Piazza Banchi “Interrotti Transiti” dedicata agli anni 70″ italiani ed in particolare alla fotografia. La mostra è molto compatta come tutte quelle che vengono esibite in questi spazi ma la capacità di trasportare lo spettatore in un altra dimensione è notevole. Nota Bene! Non sono gli anni 70″ cui siamo abituati a pensare, anni di piombo ecc., ma a quello che la cultura, ancora massiccia in Italia in quegli anni grazie a figure di spicco come Pasolini ad esempio, cercava di instillare negli animi del, purtroppo, prematuramente defunto popolo italiano. (continua…)

Ieri, ultimo giorno per Container Art pioveva, come se a Genova, ogni volta che si fa qualcosa di arte contemporanea viene a piovere. Personalmente ritengo che questa esposizione sia stata l’ennesima occasione mancata per la mia città. Si trattava, in pratica, di 24 container piazzati senza neppure un apparente senso in città…all’interno di ognuno di essi esponeva un artista una sua opera. La proposta era la presentazione di un nuovo manifesto estetico con (e qui prendo pari pari ciò che c’è scritto sui pieghevoli distribuiti) “Presentazione del manifesto estetico di Container Art e aperitivo incontro con gli artisti sull’enorme terrazza e nel giardino d’inverno del Bingo Miramare. Buffet e vini di pregio.” (continua…)

IL PASTO NUDO
Sabato 17 Marzo 2007, da Violabox, ha inaugurato la personale di pittura di un giovane artista romano: Mirco Marcacci.
Il Pasto Nudo, il titolo della mostra, chiama palesemente in causa il controverso romanzo di Burroughs. Ma, mentre nelle pagine del libro si tende a perdere completamente il senso della realtà la pittura di Mirco un legame con la realtà lo mantiene. La realtà della sua eccellente tecnica pittorica. La sua rappresentazione del corpo nudo, femminile e maschile è salda, ma i suoi dipinti non nascono per ispirare sessualità nell’osservatore: ci mostrano invece il freddo della nudità totale, quella più oscena, quella che va oltre la sola fisicità.
Tutti temiamo questa nudità…..l’ultima corteccia quella che ci separa veramente dagli altri non dovrebbe mai essere varcata.
Mirco ci riesce nelle sue tele anche grazie ad un equilibrio cromatico che funge da supporto perfetto alle sue evidenti conoscenze anatomiche.
Bravo Mirco spero che ti piaccia anche Genova. (su Viola non ho nessun dubbio!)
Mirco Marcacci
IL PASTO NUDO
Violabox
Genova
Stamane, penultimo giorno possibile per la sua visita, sono andato a vedere questa significativa mostyra composta da giovani (veri non come me!) artisti europei provenienti dalla Francia (Montrouge), Lituania (Klaipeda), Austria (Salzburg), Italia (Genova), Spagna (L’Hospitalet) e il Portogallo (Amarante). (continua…)