CSI Auvers-sur-Oise: Il suicidio di Van Gogh
Inizialmente pensavo ad un racconto con Sherlock Holmes come protagonista che indagava, ingaggiato dal fratello del pittore Theo sulla morte del pittore Vincent Van Gogh. L’idea mi frullava in testa perchè le date della morte del pittore e l’avvento delle storie del celebre detective creato da C. Doyle combaciavano alla perfezione (Uno studio in rosso venne pubblicato per la prima volta nel 1887 tre anni prima della morte di Van Gogh). In realtà questo progetto non ha mai avuto inizio, ma la vera ragione del perchè avrei voluto scriverlo, sta tutta nel fatto che il “suicidio” di Vincent Van Gogh non mi ha mai convinto del tutto, ma veniamo ai fatti. O meglio ai “non fatti” e cioè alle dicerie posteriori intorno a quel fatto che sinceramente fanno ridere i polli soprattutto per la loro assente scientificità che le rende al massimo plausibili come leggende intorno al personaggio o come discorsi da bar quando non si ha voglia di parlare di calcio. Comincerei con quella che ritengo la più imbecille: il dipinto “Campo di grano con corvi”
sarebbe il biglietto del suicida messo su tela. Probabilmente si deve l’idea che questo è l’ultimo quadro di Vincent grazie a due popolari film, “Lust for life” e ” Vincent e Theo” dove descrivono questo quadro come l’ultimo dipinto del pittore ma le cose non stanno così. In realtà gli ultimi quadri di V. Van Gogh non hanno niente di inquietante e se il pittore non fosse morto così tragicamente non si parlerebbe in questi termini per dei semplici corvi che svolazzano, come normalmente fanno, su di un campo di grano (continua…)