1 Febbraio 2008

Guido Cagnacci

Archiviato in: Pittura, Storia dell'Arte — G. POPOLARE @ 23:57

cagnacci.jpgHo deciso di inserire una nuova categoria dedicata alla Storia dell’arte, dove, ovviamente, parlerò di autori che hanno saputo esprimere la sensualità e il sesso facendo Arte con la A maiuscola. Comincierò con questo maestro della pittura non molto conosciuto, Guido Cagnacci che, nel lontano 600, ha saputo coniugare la sua sapiente maestria pittorica con un erotismo profano e inedito tra i suoi contemporanei colleghi.
Nato a Santarcangelo di Romagna nel 1601 e morto a Vienna nel 1663, Guido Cagnacci combinò con grande qualità inventiva i diversi spunti che gli derivavano dalla conoscenza, da un lato del teatrale naturalismo di Caravaggio e, in seguito, dal colto idealismo di Guido Reni, così da ricavarne un profilo e una personalità che si sottrae alle classificazioni correnti per questo florido secolo.
Non sappiamo chi sia stato il suo primo maestro ma sappiamo l’importanza che ebbe su di lui il suo soggiorno romano nel 1621 dove lo troviamo a fianco del Guercino. Qui egli maturò convinzioni che si esprimono al meglio nelle bellissime opere sacre realizzate per le chiese riminesi e che non verranno meno neanche quando la fama ormai raggiunta lo portò a Bologna, dove si misurò con i risultati raggiunti da Guido Reni, promotore di una pittura fortemente idealizzata da cui Cagnacci desume una nuova monumentalità ma senza che le sue immagini perdano fisicità e spessore carnale.
Ed è proprio del suo spessore carnale che vorrei parlare. La sua è una fisicità che sfiora, secondo alcuni (io non sono tra questi!), la pornografia. Ma, pur senza arrivare a tanto, possiamo comunque sostenere che i corpi dipinti dal Cagnacci non hanno nessuna intenzione di sembrare morti o eterei come l’autore dovrebbe far credere. I suoi incarnati hanno pochi rivali e le posizioni delle donne dipinte non lasciano credere a nessuno che nel pittore ci fosse l’intenzione di trasmettere l’idea di castità Un quadro su tutti che mostra al meglio questa sua sensuale malinconia è la magnifica tela qui mostrata: “La morte di Cleopatra”. guido-cagnacci.jpgE’ indubbio che il Cagnacci fu una delle più affascinanti personalità della pittura emiliana del 600, e, giustamente, oggi, Forlì ha dedicato a lui una esauriente mostra che prevede l’esposizione di più di settanta opere, provenienti da importanti musei italiani e stranieri.

2 commenti »

  1. “….le posizioni delle donne dipinte non lasciano credere a nessuno che nel pittore ci fosse l’intenzione di trasmettere l’idea di castità….”
    Interessante constatazione GAd,anche se non sempre il nudo è stato scelto x rappresentare l’erotismo, come nel caso x esempio di “Amore sacro e Amor profano” di Tiziano, dove il nudo femminile simboleggia addirittura la castità.Tuttavia è indubbio che l’immagine di un uomo e di una donna nudi possano più facilmente suscitare considerazioni erotiche.
    Ciò però non significa che ogni nudo possa essere considerato erotico; secondo me lo è soltanto se la sua situazione o condizione sia adatta ad evocare il desiderio sessuale. Un nudo è erotico quando seduce chi lo guarda….
    il nudo seducente è erotico perché attira nella propria sfera d’influenza chi è soggiogato dal suo fascino, corrompendolo e deviandolo dalla propria condizione originaria. Ma affinchè questo accada,credo che il nudo erotico debba evocare piuttosto che mostrare….

    Commento di martina — 2 Febbraio 2008 @ 12:14

  2. Ciao Martina è un piacere leggerti anche qui!
    Beh come femmina ti capisco perfettamente. Il vostro è un erotismo tattile, olfattivo gustativo, uditivo e in ultimo visivo. La scaletta dei maschietti è un poco differente: mette la visione al primo posto….oggi, culturalmente, le cose stanno un poco cambiando…conosco molte donne che visionano film porno e che li trovano eccitanti quanto i loro compagni. Riguardo la pittura tieni presente 2000 anni di censura da parte della chiesa che obbligava i pittori e non solo mascherare le loro pulsioni, e soprattutto quelle di natura sessuale…il piacere ha sempre fatto paura a chi comanda…indovina un pò perchè?

    Commento di G. POPOLARE — 3 Febbraio 2008 @ 23:58

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