Dopo l’autogol siglato dalla CEI grazie alle dichiarazioni di don Niccolò Anselmi responsabile giovanile della CEI che chiedeva a gran voce “L’obiezione di coscienza da parte degli attori per le scene di sesso”, i toni sembrano dunque smorzarsi. Stiamo parlando, naturalmente, della polemica scatenata dal film interpretato da Nanni Moretti ed Isabella Ferrari e della ormai leggendaria scena del coito anale girata dai suddetti. Ho l’impressione che si cerca di tornare a tempi bui ed oscurantisti dove l’idea del piacere, del godimento e della sana corporalità tra uomo e donna viene messa in discussione censurandola, quando, sempre a mio parere, ci sarebbe da occuparsi di ben altri scandali, soprattutto televisivi e quindi di gran lunga alla portata dei giovani (magari fossero così in tanti ad andare al cinema!) come ad esempio “Amici” della De Filippi, dove si spinge volgarmente ad una Insana competizione (competizione che tra l’altro non porta a nulla se non a comparsate nelle discoteche a riempirsi di cocaina) tra ragazzi e ragazze molto giovani manovrati da manager evidentemente senza scrupoli. Che dire poi del turismo sessuale offerto dalle agenzie di viaggi, della pedofilia tra le file della Chiesa, dell’intervento in sala operatoria a Napoli della polizia, delle cariche di ieri sulle donne che protestavano pacificamente per i loro diritti, ecc. Comunque tornando a Caos Calmo ci tengo a precisare che la CEI stessa sta smorzando i toni della vicenda e che non ha proibito la visione del film nei cinema parrocchiali spostando però la visione nelle sole ore serali. (continua…)
L’altra sera mi sono rivisto insieme ai miei figli “Altrimenti ci arrabbiamo” alla tele.
Ero convinto che si trattasse di un film di E. B. Clucher (Enzo Barboni), ma ho scoperto, invece, che si trattava di un film di un’altro regista: Marcello Fondato. Confesso la mia sorpresa nello scoprire a distanza di molti anni che un film con Terence Hill e Bud Spencer non fosse stato diretto nel 1973 dal famoso regista del film campione d’incassi italiano (bei tempi per il nostro cinema!) “Lo chiamavano Trinità” e scopritore della simpatica coppia citata. In realtà la nostrana coppia ha firmato in quegli anni altri film con altri registi quali: “Il corsaro nero” di Vincent Thomas (1971) o “Più forte ragazzi!” di Giuseppe Colizzi (1972) , ma personalmente li ho trovati nettamente inferiori ai ai due titoli che ho proposto per la sfida: “Altrimenti ci arrabbiamo” di M. Fondato 1973 e “Anche gli angeli mangiano fagioli” di E. B. Clucher (Enzo Barboni) del 1973 anch’esso. Chiariamo subito che ci troviamo di fronte a due insiscussi cult movie italiani e che entrambi non hanno bisogno di pagelle che li promuovano il mio vuole essere solamente un gioco atto a mettere in luce una volta di più le capacità che noi italiani avevamo anche in quello che era considerato un cinema di serie b e che oggi non riusciamo più a proporre nemmeno con gli invani aiuti che statali che si assegnano alla nostra cinematografia ormai ingessata e “Di Stato”. (continua…)
Ho deciso di inserire una nuova categoria dedicata alla Storia dell’arte, dove, ovviamente, parlerò di autori che hanno saputo esprimere la sensualità e il sesso facendo Arte con la A maiuscola. Comincierò con questo maestro della pittura non molto conosciuto, Guido Cagnacci che, nel lontano 600, ha saputo coniugare la sua sapiente maestria pittorica con un erotismo profano e inedito tra i suoi contemporanei colleghi.
Nato a Santarcangelo di Romagna nel 1601 e morto a Vienna nel 1663, Guido Cagnacci combinò con grande qualità inventiva i diversi spunti che gli derivavano dalla conoscenza, da un lato del teatrale naturalismo di Caravaggio e, in seguito, dal colto idealismo di Guido Reni, così da ricavarne un profilo e una personalità che si sottrae alle classificazioni correnti per questo florido secolo. (continua…)