I Picari
La scorsa sera su LA7 mi sono rivisto finalmente il bellissimo affresco della Spagna donchisciottesca di Mario Monicelli: “I Picari”. Un cast eccezionale (dove incontriamo anche un giovane ma bravo Claudio Bisio e mi è sembrato di vedere anche Valerio Staffelli nella parte del padre di Giannini) ed una solida regia portano lo spettatore ad attraversare una strana epoca dove nessuno sembra essere buono…. Epoca mirabilante di sporcizia umana e animale, epoca di brutture ma anche di grande umanità. Epoca che porta dritti nel cuore del Barocco e che continua fino a Goya con i suoi mostri generati dal sonno della ragione.
Ma una cosa mi è piaciuta molto nel film che non avevo notato la prima volta che l’ho visto. All’inizio i due sventurati protagonisti principali delle vicende del film sono attaccati al remo di una galea. Durante la loro forzata permanenza si narrano entrambi la loro infanzia. Se di infanzia possiamo parlare! Montesano è figlio di una prostituta è ha fratelli di ogni colore ma il padre è contento così e vuole bene a tutti i suoi figli. Ma ad un certo punto della vita il padre deve lasciarli andare per la loro strada a causa degli stenti in cui vivono. Il bambino viene così affidato ad uno scaltro viandante cieco (N. Manfredi) che lo tratta talmente male che alla fine il bambino lo fa cadere in un dirupo. Il secondo, Giannini, ha una storia familiare raccontata molto brevemente. Suo padre è un baro e viene impiccato per questo. Il bambino dopo il tragico evento ruba i dadi truccati dalle tasche del papà mentre è ancora appeso al capestro. Ma una cosa mi ha colpito delle loro narrazioni: il grande affetto che nutrivano comunque per l’uomo e la donna che gli avevano permesso di essere al mondo. Un mondo difficile, sporco, invivibile per i canoni a cui siamo abituati, ma per loro era il migliore dei mondi possibili…erano felici di esserci e volevano starci il più a lungo possibile…e di questo rendevano grazie a Dio e ai loro genitori. Di esserci. A volte ho l’impressione che se si vive bene come nel nostro secolo si perde questa capacità del gioire dell’ essere vivi.
Altro cameo del film la visione delle stupende nudità di Giuliana De Sio….forse anche quelle sono è un ottimo motivo per gioire di stare al mondo!
Buon Natale a Tutti!
El lazarillo de Tormes; Marcos Obregón, El Buscón don Pablos……
Commento di filomeno — 11 Gennaio 2008 @ 15:05
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Trackback di Consolidation Debt Loans — 2 Aprile 2008 @ 11:11