300: Preparatevi alla gloria!
Oggi sono tornato al cinema per gustarmi 300, tratto se non mi sbaglio, da un fumetto del grande creatore di atmosfere gotiche Frank Miller. Premetto che come trasposizione cinematografica ho preferito Sin City, ma nemmeno 300 l’ho trovato malaccio.
Ma procediamo con ordine: la storia è quella dell’eroico Leonida alla guida di un manipolo di spartani contro gli smisurati eserciti di Serse, che tenta di conquistare il mondo come aveva in precedenza provato, suo padre Dario.
La storia è questa e niente di più: non ci sono colpi di scena o seconde trame. Ma il vantaggio di questa trama molto lineare è che conduce immediatamente (salvo una breve parentesi iniziale su come venivano svezzati gli spartani alla vita) lo spettatore dentro la battaglia dove il metallo, il sangue e la barbarie sono le regine, grazie anche all’ottimo supporto della ormai (forse troppo?) diffusa digitalizzazione dell’effetto speciale computerizzato.
Il film poggia tutta la sua forza sulla abile regia di Zack Snyder ( ma è un nome vero?) che riesce in mezzo a tanta barbarie a sottolineare, comunque, la sensualità del corpo, aiutato, nell’impresa, da una splendida fotografia. Un buon film, che però deve molto, a mio parere, oltre, naturalmente, al grande F. Miller, al cinema degli anni settanta ed in particolare a quello di Jodorowsky (il colore e le figure mostruose con la loro lascivia) e a film come Soldato blu o Il mucchio selvaggio (per le scene al rallentatore durante le battaglie).
Direi che è un buon prodotto indirizzato più ad un pubblico giovane che altro (comunque ben vengano film che portano i giovani al cinema!). Si parteggia per Leonida, è vero, ma personalmente non ci ho trovato riferimenti a situazioni politiche attuali e non credo che il film sia nato con questa pretesa.
E poi… diciamoci la verità: sono convinto che oggi al cinema c’era si e no un 20% del pubblico a conoscenza della tensione politica tra USA e IRAN; tra questi non so quanti possono avere guardato il film come metafora di questa situazione….e per finire…se poi, in quel 20%, la metà di loro, oltre a conoscere la storia della battaglia delle Termopili sa anche che l’antica Persia è l’odierno Iran, l’Italia potrebbe ancora nutrire speranze per il suo nebuloso futuro. Se così fosse, forse, potremmo sperare un giorno di urlare anche noi come Leonida: “Preparatevi alla gloria!“

Faccio qui una postilla perchè ieri, dopo parecchi giorni da che avevo visto il suddetto film, ho incontrato un ragazzo con problemi di droga e mi diceva che aveva visto il film e che si era esaltato molto e che quella era la vera vita (o la morte) che gli sarebbe piaciuto fare…. mi ha fatto piacere vedere un ragazzo con così tanti problemi(o uno solo ma grosso!) che per solo un attimo ha potuto dimenticarsene… l’Arte, a volte, allora serve a qualcosa.
Commento di G. POPOLARE — 19 Aprile 2007 @ 13:15