14 Marzo 2007

Gli anni dei grandi concerti (Dividi et Impera!)

Archiviato in: Musica, Personale — G. POPOLARE @ 14:14

Sesso e libertà…bei tempi!

In questi giorni ho letto una bellissima biografia dei leggendari “Rolling Stones” firmata dal loro bassista Bill Wyman. Il libro “Rolling whit the Stones” è particolarmente interessante proprio perchè scritto dal pugno di un componente del gruppo. Il libro rievoca gli anni 60″ e la loro esaltante ascesa nel mondo del Rock.

La cosa che mi ha colpito di più, però, non è stato il loro magnifico modo con cui gestirono a poco più di vent’anni con enorme professionalità questo improvviso capovolgimento delle loro vite (in realtà Brian Jones forse non lo gestì perfettamente e morì’ nella piscina della sua casa a soli 27 anni), la cosa che mi ha colpito di più, dicevo, è quello che successe negli anni 60, e più precisamente dal 64 al 69 direi…anno in cui, si può facilmente sostenere che si è ufficialmente conclusa l’epoca hippie o dei figli dei fiori che dir si voglia.

Mi chiedevo che cosa era successo in quegli esaltanti anni per chi li ha vissuti. A me hanno solamente sfiorato…diciamo che ero in coda alla cometa…sono nato ne 58 ed ero troppo piccolo per andare all’isola di Wight nel 68…Si tratta degli anni in cui mai così prepotentemente un forma d’arte, in questo caso la musica, il cinema e anche la grafica (Wharol) influirono massicciamente sul modo di vivere e pensare della gente comune, soprattutto sui giovani. Le teorie di Marshall McLuhan divennero realtà. I media influirono in maniera massiccia in quegli quegli anni roventi veicolando dunque forme artistiche che mai come allora furono fruibili a gran parte della popolazione. I media caldi come la radio (l’avvento del Rock), il cinema (Easy Rider) e la diffusione del vinile e il volantinaggio riuscirono ad riunire senza massificarli giovani di nazioni diverse ….non starò a discutere in cosa si credesse o se fosse giusto o no quello che successe prima e dopo…non sta a me farlo, non è questa la sede e soprattutto se ne è discusso fin troppo. Quello che mi interessa sottolineare è questo storico momento di unione che ci fu tra la maggior parte dei giovani nel mondo grazie anche all’arte…non ricordo che sia mai successa prima una cosa del genere. Che cosa univa i giovani? In parte, certo, i testi delle canzoni…forse un po di più il gusto per queste nuove proposte musicali molto liberatorie per i giovani, fatto sta che si arrivò a concerti con 500.000 persone di media e in alcuni casi si arrivò addirittura al milione. Tutti erano lì per lo stesso scopo: ascoltare musica, fumare, fare sesso, ecc. ma soprattutto era importante “esserci”. Credo che i giovani non si fossero mai sentiti così vicini tra loro come allora..nel bene e nel male di quello che successe…le diverse nazioni negli anni che li precedevano li avevano messi vicini solo per combattere le guerre ora erano vicini per “fare l’amore non la guerra!”. Non so se questo faceva piacere o no ai governi e ripeto che non sta a me dirlo ma sottolineo l’importanza del “riunirsi” per qualcosa. Riunirsi…per qualcosa…comunque vada poi a finire, bene o male non importa. Oggi, credo invece che tutti siamo molto lontani dagli altri. La movida notturna ci divide nei locali…la tv ci fa chiudere in casa….i dvd non ci fanno più andare al cineme e i videogiochi ci fanno frequentare di meno i nostri coetanei. Sebbene negli ultimi anni ci siano state manifestazioni popolari in piazza con centinaia di migliaia di persone di tutte le età, si trattava di manifestazioni che ci dividevano dagli altri…tutto quello che non nasce con spontaneità tende a dividere…soprattutto se è la politica a chiedercelo. Il fenomeno degli anni 60 fu molto spontaneo e molto spontaneamente finì. O forse non fu così spontanea la sua fine? Sinceramente non lo so! Oggi interenet potrebbe darci una mano importante a “riunirci” fisicamente ma finora è riuscita solo a mettere in piedi dei raduni di cuscinatori…non è un gran che vista la potenza del mezzo, ma comunque è sempre meglio che niente e potrebbe segnare un nuovo inizio…chissa?

2 commenti »

  1. Cos’è successo negli anni sessanta… Bella domanda… Ogni tanto, ascoltando il Dylan di “Blowin’in the wind” me lo chiedo anch’io.
    In un sito in cui si parlava di musica, mi è stato provocatoriamente chiesto -sapendo che sono Dylaniano- se Dylan sarebbe diventato un Mito se fosse nato e vissuto in un’altra epoca. Io ho risposto che in realtà la domada era da ribaltare: “Gli anni sessanta sarebbero mai diventati un Mito senza Bob Dylan?”
    (ovviamente anch’io ho voluto essere un pò provocatorio…)
    Secondo me gli anni Sessanta sono stati tali grazie ad un insieme di fattori accaduti più o meno simultaneamente e più o meno “spontaneamente”… Martin Luter King, la guerra in Vietnam, i diritti civili, i figli dei fiori, la primavera di Praga, le “canzoni di protesta sociale” (termine che Dylan ha sempre odiato), una sorta di presa di coscienza dei giovani che non si riconoscevano in tutto quello che li circondava. Ecco forse questa è una delle chiavi per capire gli anni sessanta: “presa di coscienza”. Secondo me il grande merito di personalità come M.L.King e Dylan è stato quello di dare una coscienza alle persone, di aprire le loro menti e farli guardare oltre…oltre la tv, oltre a quello che gli veniva raccontato da politici, media e scuole. Pensare con la propria testa. Pensare… altra parola chiave… Ecco perchè non vedo possibile oggi il ripetersi degli anni sessanta: perchè ovunque mi volti, ovunque rivolga sguardo e orecchie trovo solo ragazzini lobotomizzati da mp3, cellulari, playstation e nike. “Quante strade deve percorrere un uomo prima di poterlo chiamare uomo?” si domandava Dylan in “Blowin’ in the wind”. Forse ne basta una, purchè sia scelta consapevolmente, col proprio cervello e magari anche col proprio Cuore, sempre che di persone con Cuore e Cervello ce ne siano rimaste ancora in giro.

    Commento di Marco — 30 Marzo 2007 @ 15:53

  2. Si Marco, quello che dici è sostanzialmente vero, ma quello che mi domando: come mai, ad esempio, in Cina non è succesa una rivoluzione culturale spontanea di tale portata? O in un altro paese, uno qualsiasi…possibile che si sia trattato di un fenomeno limitato all’occidente e in quei soli anni? Chiaramente il mondo ha avuto altre spinte generazionali molto importanti e forse di più, come la rivoluzione francese o altro, ma quegli anni la spinta maggiore la diede la musica secondo me e il movimento non era pilotato (almeno all’inizio)…come pifferai magici cantautori e gruppi riunivano milioni di giovani sotto una stessa bandiera pacifista e liberatoria…anche sessualmente.Oggi secondo me i giovani ne hanno più bisogno di allora proprio per i motivi che hai citato ma ho l’impressione che le multinazionali e i governi abbiano imparato la lezione degli anni 60 e stanno bene attenti che non si ripeta un simile evento….tra l’altro…vedi qualche politico in giro della forza di M.L. King?

    Commento di G. POPOLARE — 30 Marzo 2007 @ 16:36

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