7 Marzo 2007

Qualcuno vuole uccidere, per piacere, la fotografia?

Archiviato in: Fotografia — G. POPOLARE @ 09:58

Non perchè mi stia particolarmente antipatica come forma d’arte, anzi! Lo dico perchè penso che sia necessario per una disciplina artistica (anche se la fotografia all’anagrafe risulta adolescente…ha solo 150 anni circa)…… morire e rinascere!

Le Arti hanno il potere come l’Araba Fenice di risorgere dalle proprie ceneri e quindi da queste tornare migliori di quello che erano prima.

In pittura questo è successo con Bacon e nel teatro con Carmelo Bene…nel cinema…non saprei veramente …nella musica sicuramente i Sex Pistol …comunque, Bacon e Bene e i Sex Pistol hanno raso al suolo (per la fortuna di queste arti intendo!) quella ufficiosità che le ricopriva rendendo molto complesso (in parte) ma molto più libero il lavoro di chi in seguito avrebbe avuto l’onere e l’onore di prendere quell’urna con le ceneri dell’arte e, con una speciale alchimia che solo i grandi artisti conoscono riportarla in vita a nuovo splendore. Inimitabili entrambi costringono i pittori e i teatranti a ricominciare da capo, umilmente e a testa china ma nello stesso tempo hanno fornito loro la più moderna chiave di accesso ad esse utilizzabile soltanto da chi l’arte la produce e NON da chi parassitariamente l’arte la usa per scrivere sterili quanto inutili curriculum e critiche.

La fotografia, oggi stravista, straabusata, straignorata ha bisogno di qualcuno che la uccida per consentire anche ad essa di risorgere. Povera fotografia….così giovine e così mal ridotta…si guardano migliaia di fotografie al giorno e se ne producono milioni, miliardi al giorno…..ma quante di queste servono realmente a qualcosa? Qualcuno in realtà ci è andato molto vicino al suo assasinio: R. Mapplethorpe

R. Mapplethorpe
tempo addietro con le sue forti immagini pornoartistiche e oggi il contemporaneo E. Wurm Wurm
con la sua ironia nel costruire immagini con un apparente nonsense, ma non ci siamo ancora….la fotografia continua imperterrita a mietere vittime….soprattutto con l’arrivo del digitale dove si è arrivati all’estizione della fotografia “brutta”….quest’ultima, simpatica per ridere anche insieme si è estinta (o almeno così credono in molti!) in realta si è solo mascherata da fotografia accettabile dal punto di vista tecnico….molti pixel poca fantasia purtroppo!

8 commenti »

  1. Mi piace l’augurio all’ esistenza della fotografia come l’esistenza dell’araba fenice. È un pensiero puro e impeccabile come nelle tue opinioni (credo di aver capito). Come partenza di pensiero sono daccordo con te (come spesso), eppure due chiacchere su questo tema lo farei.

    Commento di Karem — 25 Maggio 2007 @ 08:38

  2. Ciao Karem è un onore ed un piacere averti qui sul mio…come vogliamo chiamarlo? Sito? Blog? Boh fai tu…L’argomento che tocchi ti confesso che mi sta particolarmente a cuore. In verità io nasco musicista poi fotografo e solo ultimamente mi sono dedicato alla pittura. La fotografia in particolare però tra le arti che ho toccato è quella nella quale mi sono fermato forse al momento sbagliato…sinceramente ritengo senza falsa modestia di essere piuttosto bravo con la macchina fotografica in mano ma lascio perdere le autocelebrazioni e passo ad iniziare le due chiacchere sull’argomento come da te richiesto.
    Hai capito la mia ironia nel spiegare la morte della fotografia, in realta nessuna arte può morire letteralmente…basta pensare che so all’incisione data per spacciata dopo la nascita della fotografia o del cinema dopo la nascita della tv…entrambe godono per fortuna di ottima salute. Quello che intendo dire sulla fotografia è che, a differenza di altre arti come la musica e la pittura che sono governate (malamente a mio avviso) per un gusto indirizzato alle masse e al loro consueto sfruttamento, la fotografia dicevo, è estremamente popolare (anche i bambini fanno foto) malgrado nessun critico abbia mai spinto la gente a capire cosa realmente è una foto.
    In pittura, ad esempio, è completamente gestita dai critici e dalle gallerie d’arte…la musica ne ho già parlato in un altro post ma anch’essa naviga in cattive acque grazie alle inutili proposte nazionalpopolari radiofoniche e televisive. La fotografia si è diffusa impudentemente senza un criterio logico o dettato da qualcuno che determinasse il gusto del fare una foto…ad esempio capire la differenza tra un’istantanea e una foto in posa…o perchè utilizzare un contrasto anzichè una foto multitono…insomma la sintassi fotografica non interessa a nessuno in particolar modo..così essa continua a muoversi in un limbo (anche se il Vativano per fortuna lo ha cancellato) dove si sfogliano migliaia di immagini giornaliere e non ci si sofferma su nessuna…la facilità apparente d’uso della macchina fotografica ne ha allargato tragicamente i confini estetici…le grandi multinazionali hanno fatto credere che chiunque possa scattare una foto ben esposta e a fuoco possa ritenersi un buon fotografo. Beh le cose non stanno proprio così….il discorso si dovrebbe allungare ancora ma per concludere ti dico che gli stessi critici d’arte e i galleristi hanno poco da dire per quanto riguarda la fotografia…anche loro non sanno distinguere una foto digitale da…che so una carta salata o un’immagine all’rgento convenzionale su carta. E quasta è solo la sintassi della fotografia…poi ci sarebbero i soggetti e le infinite maniere di fotografarli…ma mi sto dilungando troppo..
    Scusa a volte sono logorroico.

    Commento di G. POPOLARE — 26 Maggio 2007 @ 14:15

  3. Non so da dove cominciare per darti una mia risposta… sono daccordo su tutto. Mi riporti a parecchi anni fa a quando la pittura, la scultura, la fotografia, la danza, erano i mezzi e gli occhi attraverso i quali crescevo, maturavo , approfondivo e scavavo i problemi in genere.
    Oggi continuo a fare lo stesso lavoro su di me. Quando parlo di me intendo me stessa come individuo e nel contempo me come parte di un tutto, della società, …
    Credo di poter affermare che tutto quello che hai detto e si è detto sulla fotografia si possa dire su qualsiasi altra disciplina: Musica, Letteratura, Economia, Arte, Religione…
    È proprio la persona di questa società che non si ferma a pensare un po’ di più ma preferisce essere superficiale.
    Si trovano in commercio libri x bambini della Walt Disney che riportano immagini dei film già proiettati con un testo che non ha senso, non si capisce nulla!! Definirli libri commerciali sarebbe un complimento.
    Musica: sempre più ascoltiamo cover di pezzi famosi, non c’è niente di male parliamo di interpretazioni eppure ora si ascoltano cover delle cover delle cover!!!
    Benzina a prezzi d’oro?! Ci tiriamo la zappa ai piedi noi stessi! Continuiamo a pensare in piccolo e pensiamo al nostro piccolo orticello, se pensassimo più in grande noi come parte di una società comincerebbero a sgretolarsi tutti gli squilibri a nostro scapito. Se smettessimo di lavorare contemporaneamente tutti gli abitanti dell’Italia, di tutta Europa uno o due giorni scioperando x il costo della benzina… cosa accadrebbe?! Un casino tale x cui saremmo noi a decidere il prezzo della benzina! Se smettessimo di essere caproni e di seguire la corrente senza soffermarci a riflettere. tutto cambierebbe davvero!
    Scrivere x trasmettere x riflettere. Fare lo scatto fotografico con il cuore, con uno studio. Dipingere con emozione con il cuore, con lo stomaco, con la testa. Praticare la religione con fede. Tutto cambierebbe.
    Bello fosse la società a risorgere dalle proprie ceneri.

    Mi scuso per il lungo pensiero. Spero di non aver fatto troppi errori, ma ho scritto di petto. Grazie (Karem)

    Commento di Karem — 28 Maggio 2007 @ 14:43

  4. non so se sarà possibile uccidere la fotografia, a meno di non uccidere insieme ad essa tante altre cose tipo computer, fotoritocco, cellulari con mms e così via. Siamo quotidianamente bombardati di immagini, probabilmente stà più ad ognuno di noi saper segliere quali immagini valgano la pena di essere viste e incorniciate e quali vadano buttate via. Stà anche a noi guardare la realtà con un occhio differente, e non scattare click a ripetizione come se avessimo un mitra tra le mani e non una macchina fotografica. Forse basterebbe anche solo vivere tutto in maniera meno veloce, ossessiva e spesso banale.

    Commento di Marco — 1 Giugno 2007 @ 12:33

  5. Pensa Marco che io faccio pochissime foto…per me la foto è un momento morto e che non torna più…mi mettono un velo di tristezza le foto ricordo..anche se ammetto che a volte ho piacere di rivivere mentalmente momenti lieti impressionati sulle pellicole ieri e sui supperti elettronici oggi…ma il velo di tristezza in parte permane sempre.

    Commento di G. POPOLARE — 1 Giugno 2007 @ 19:48

  6. sul riguardare foto che appartengono al passato la penso come te, anzi a volte penso persino che quelle foto possano in qualche modo mentire, perchè dietro un sorriso si può nascondere qualcosa che una foto non può catturare.
    Ma, essendo per me la foto anche un piacevolissimo hobby, non posso comunque farne a meno. E più che riguardare vecchie foto in un cassetto scatterò nuove foto che facciano sembrare meno tristi quelle vecchie.

    Commento di Marco — 4 Giugno 2007 @ 12:33

  7. Qui devo tornare ad ora consona…ammazziamo l’appiattimento di massa…quello in cui si deve solo fare clic..e riprendiamo il discorso su chi è in grado di manipolare la nuova tecnologia. Mi è capitato di vedere qualcosa di AL MAGNUS…chissà cosa ne pensa un artista come te?
    Un affettuoso saluto.
    danis

    Commento di xdanisx — 28 Maggio 2008 @ 01:50

  8. Al Magnus è tecnicamente molto bravo ma non mi emozione….lo trovo freddo….hai fatto in altra sede su questo blog un bellissimo intervento a favore della polaroid…ecco Al Magnus è l’esatto opposto di chi utilizza la polaroid come mezzo di espressione….l’idea di utilizzare i mezzi tecnici elettronici che abbiamo a disposizione oggi non la escludo ma i suoi sono interventi che mi ricordano la chirurgia estetica.
    A ciò mi viene ion mente quello che diceva il mio insegnate di fotografia a riguardo della camera oscura (quando si usavano ancora i rullini).
    “Tutto quello che fai in più in camera oscura sono solo agiunnte per salvare una foto nata brutta in partenza”

    Commento di G. POPOLARE — 30 Maggio 2008 @ 10:34

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